Industria 4.0 innovazione e digitale. Come possono affrontare questa nuova rivoluzione industriale le nostre PMI?

La Quarta Rivoluzione Industriale: digitale e innovazione tecnica

Con il termine industria 4.0 si tende ad indicare una vera e propria rivoluzione industriale, in cui la figura tipica dell’operaio generico (l’operaio della catena di montaggio) andrà man mano sparendo così come, forse, tante altre professioni non specializzate.

In questa quarta rivoluzione industriale il processo di produzione del settore manifatturiero sarà completamente automatizzato, e questo chiaramente avrà un riflesso pesante sul mercato del lavoro. Perché se da un lato concetti come l’Internet of Things e il Cloud Computing hanno generato nuove figure professionali, dall’altro l’automatizzazione dei processi produttivi delega alle macchine quello che una volta era il lavoro dell’operaio.

E il saldo sembra essere purtroppo in negativo:
secondo quanto riporta una recente ricerca denominata “The Future of The Job”, alla creazione di 2 milioni di posti di lavoro nei prossimi anni corrisponderà la perdita di 7 milioni, con un saldo negativo di 5 milioni di “disoccupati” in più.

E’ necessario che SCUOLA, STATO, e mondo della formazione e dell’artigianato capiscano che è fondamentale correre ai ripari con interventi innovativi a sostegno della formazione qualificata, dell’innovazione tecnologica, del digitale (inteso anche come canale per promuovere sulla rete le nostre PMI, ne abbiamo parlato recentemente in questo articolo: web marketing per le PMI

Industria 4.0 e PMI: Una Grande opportunità

Il fatto che l’industria così come la conosciamo possa andare in declino non deve essere necessariamente come un male, ma in realtà può trasformarsi per una grande opportunità per le Piccole e Medie Imprese italiane.

Le buone notizie in tal senso arrivano dal Ministero Dello Sviluppo Economico, che in concomitanza con la Legge di Stabilità del 2016 ha approvato un documento dal titolo “Industry 4.0, la via italiane per la competitività del manifatturiero, in cui il Governo tende ad incentivare piani di investimento da parte dei privati.

Per attirare nuovi capitali, le risorse messe in campo dall’esecutivo per incentivare lo sviluppo della Industria 4.0 riguarderanno 4 aree:

  • Incentivi Fiscali: sappiamo bene quanto la pressione fiscale incida sui fatturati delle PMI che spesso pur essendo delle eccellenze del made in italy e magari pur avendo un parco clienti notevoli, si trovano in difficoltà per l’eccessivo carico fiscale e magari rimandano a data da destinarsi l’acquisizione di macchinari e competenze oggi fondamentali.
  • Formazione nelle scuole e nelle università improntata alla Tecnologia Digitale. Sappiamo bene quanto purtroppo la scuola manchi di investimenti in ambiti fondamentali: attrezzatura, innovazione nei piani didattici troppo spesso deficitari in ambito digitale, formazione del corpo docente ecc.
  • Sostegno alle Venture Capital: che può rappresentare una occasione per internazionalizzare le PMI
  • Diffusione della Banda Ultra larga: internet veloce è fondamentale! Oggi come oggi le imprese (anche le PMI) non possono prescindere dalla rete, non possono prescindere da strumenti avanzati di web marketing e sappiamo bene quanto intere aree del paese NON dispongono ad oggi di connessione veloce (la fibra). E’ fondamentale lavorare sulle infrastrutture di cui troppo spesso il nostro paese è deficitario ed indietro rispetto ad altre nazioni sviluppate e ad alto impatto tecnologico nell’industria! Non solo oggi tantissimi software innovativi girano nel così detto CLOUD ed è ancora più centrale rispetto a qualche anno fa disporre in tutte le situazioni della banda ultra larga e dell’internet veloce!

Secondo le stime del Ministero della Sviluppo Economico, con queste premesse si prevede che dalle società private possano arrivare investimenti pari a decine di miliardi di euro, ossigeno puro per il settore industriale e per l’occupazione che sempre più sarà specializzata.

La Strategia delle PMI di fronte alla rivoluzione dell’industria 4.0

Entrando nello specifico del documento promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, sono 7 le aree in cui le Piccole e Medie Imprese possono “metter mano” per adeguarsi alle innovazioni figlie dell’Industria 4.0.

Tutte molto interessanti se troveranno, come ci auguriamo, concreta attivazione.

Nello specifico:

  1.  Saranno incentivati gli investimenti industriali, con focus su tutto quello che riguarda innovazione, conoscenza, sviluppo e ricerca delle nuove tecnologie digitali;
  2. Tutte le imprese di carattere innovativo saranno aiutate
  3. Ci sarà maggiore protezione delle reti e di tutti quei dati coperti da privacy
  4. Le piccole e medie Imprese potranno aspirare ad una crescita dimensionale
  5. È previsto un piano in cui saranno definiti protocolli di interoperabilità standard, condivisi a livello europeo;
  6. Condivisione massiccia e capillare delle competenze sull’Industria 4.0
  7. Impegno da parte del governo al miglioramento delle infrastrutture di rete.

Esiste un’alternativa?

L’adesione totale ai concetti dell’Industria 4.0, a conti fatti, non è facoltativa.

Affinché un’impresa possa garantire la propria sopravvivenza nel mercato moderno, infatti, recenti studi hanno dimostrato che convertirsi alla tecnologia digitale è fondamentale.

Tutte quelle imprese che negli anni hanno sempre mostrato resistenza in tal senso, si trovano allo stato attuale o ad aver già chiuso battenti o, nella migliore delle ipotesi, ad aver perso una gran fetta nel proprio mercato di competenza.

Secondo le stime del governo, invece, se tutte le PMI aderissero alle nuove tecnologie digitali, il loro contributo al Pil Italiano potrebbe crescere dal 15% al 20%.

Innovarsi o perire, questo l’imperativo attuale! La sfida per le PMI e il made in Italy è aperta, speriamo che venga raccolta da tutti gli operatori del settore perchè il percorso da fare è lungo!

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